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Ma ho già finito le ferie?

Cazzo, due settimane di ferie sono una vergogna, non fai nemmeno in tempo a far risalire lo scroto che subito devi ricominciare.
Certo però che in 14 giorni sono successe un sacco di cose.
Un amico mi ha dato le chiavi di uno dei suoi appartamenti che ha in giro per il mondo, per la precisione quello di Parigi, bellissimo, avevo pure a disposizione la sua “Femme de ménage”, davvero molto comoda: io uscivo di casa, andavo in giro per la città e quando tornavo trovavo il letto fatto ed il bagno pulito. Quasi quasi me la sarei portata a casa :D

Per i curiosi qui alcune foto della vacanza.

Sono poi rimasto una settimana a Milano, dove ha piovuto quasi ininterrottamente e dove, giusto per ritornare con i piedi per terra, la Femme de ménage l’ho fatta io. E vabbè.

Come conclusione ferie c’è stato “l’anniversario”.
Quest’anno a decidere toccava a Daniela che ci ha portato, dopo mille ripensamenti e cambi meta, a Merano.
Mi sono innamorato della città e dello stabilimento Termale, spero di tornarci quanto prima.
Sono stati due giorni perfetti, tranne una scivolata di stile in un ristorante dove abbiamo passato il sabato sera, il ristorante Sigmund.
Mangiato benissimo, atmosfera simpatica, cameriere figo con il quale abbiamo sgallinato tutti, vino favoloso, ma nel finale, la poracciata.
Eravamo in quattro ed il conto che ci ha presentato era di 230,50 euro.
Gli abbiamo dato 250 euro e lui ha iniziato a darci il resto di 19,50 euro.
Ma che tristezza, manco i 50 centesimi ci ha abbuonato. Abbiamo quindi tirato fuori la monetina e gli abbiamo detto “così fai conto pari”. Ovviamente ci siamo rimessi in tasca la mancia che avevamo già preparato, ci è come passata la voglia di lasciarla.
Peccato avere il finale rovinato da una cosa tanto stupida.

In compenso ci siamo rifatti l’umore (e lo stomaco) il giorno dopo alla fabbrica della Forst. Quattro amici, una fila di cazzate, birra a fiumi, salsicce, patate ed una enorme Wiener Schnitzel… la ricetta della felicità.

Sempre per i curiosi, qui alcune foto del we.

Il ritorno alla routine (spezzato da un martedì in gita di lavoro ad un caseificio dove, a forza di assaggi, ho mangiato circa 1 Kg di formaggio) non è stato troppo traumatico, solo molto intenso.

Ci sono mille cambiamenti in vista, riorganizzazioni del lavoro ed alcune decisioni da prendere che continuo a rimandare ma che, proprio come la polvere sotto ai mobili, continuano a riproporsi.

Vabbè, c’è tempo, intanto mi godo il dolce sapore della doppietta Pisapia-Referendum. Non guardavo con piacere la televisione da un sacco di tempo e lunedì ero così contento che, come dicono i raffinati come me “mi rideva anche il culo!”.

Qualcuno ha dei minuti da prestarmi?

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Lo scorso fine settimana ero a Roma per “il nostro anniversario”, ed ancora mi sembra incredibile di essere riuscito ad avere lo spazio per farlo, ultimamente i sabati a casa sono rari come i bravi politici.
Ci siamo consumati i piedi girando per la città, abbiamo bevuto e bevuto mangiato tanto, abbiamo incontrato alcunibraviragazzi, abbiamo fatto qualche foto, abbiamo detto tante cazzate, abbiamo sognato, abbiamo visto misteriose dita puntate al cielo e ci siamo voluti bene.

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Molto presto tutte le foto.

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Ne avevo bisogno, ultimamente il tempo è diventato molto prezioso, avrei mille cose che vorrei/dovrei fare, ma non riesco a trovare lo spazio per tutto.
Sto cercando di capire che cos’è che erode le mie giornate, così da provare a riorganizzare in maniera soddisfacente la mia vita.
Mi sveglio più stanco di quando sono andato a letto, vado al lavoro, annaspo, torno a casa, mangio (male), vado a dormire. Un incubo.
Oltre a tutto questo già desolante quadro oggi, come gradita ciliegia sulla torta, mi è toccato pure sorbirmi un corso di antinfortunistica, prima teoria e domani pratica su manichino.
La prima lezione è stata questa mattina, quattro ore in cui i miei bulbi oculari hanno rischiato più volte di cadere a terra, tanto strabuzzavo gli occhi nel mio arduo tentativo di tenerli aperti.
Tra grafici e tabelle un dottore, che aveva la stessa vivacità delle rane di Volta, ha cercato di trasmetterci l’importanza della tempestività in caso di emergenza. Ed infatti, appena ha annunciato i dieci minuti di pausa, ci siamo lanciati come un’orda barbara al saccheggio della macchinetta del caffè.
Tremo all’idea di quando dovrò provare sul manichino i massaggi cardiaci e la respirazione bocca a bocca.
La cosa divertente era che sembrava di essere a scuola.
Con i miei vicini di banco, tutti serissimi capi reparto, c’è stata una sorta di regressione all’infanzia, ed abbiamo iniziato a scambiarci bigliettini.
Ovviamente nella classe c’era anche l’immancabile secchiona.
Quando il dottore ha detto “bene, se non ci sono altre domande direi di chiudere qui”, noi eravamo già tutti con lo zaino in spalla e questa ha alzato la manina ed ha sfornato ben tre domande.
Nei dieci minuti successivi è stata odiata in maniera incredibile.
plin plon!
Si avvisano i gentili lettori che per riuscire a scrivere questo post, ho rinunciato ad Animal Crossing, quindi, segnatevi il mio codice amico e stasera venite ad aiutarmi, ci sono i fiori da innaffiare!

Osaka Milano

Visto che, di questa cosa, ne ho già abbondantemente parlato, passo subito al sodo.
Noi quattro, in giro per Milano, alcuni leggermente assenti, alcuni assonnati, ma insieme.
Pranzo da Osaka, spuntino da Luini, la Rinascente, un giro alla galleria di Corso Como per guardare vestiti che non comprerò mai, anche perché, diciamocelo, fanno cagare!
Uno straccio di camicia a 550 euro mi sembra un furto, per non parlare delle ciabattine anonime e molto “stile cinese” a 600 euro.
Questo è pagare per farsi derubare.

Ma chi se ne frega della moda, eravamo solo noi, dopo 20 anni, ancora attualissimi :)

Twosome Love, Threesome Love… (It’s our love)

Mamma mia che impressione, uno si assenta un attimo dal blog e subito si sente odore di chiuso, aspetta che apro la finestra :D

Reduce da un fine settimana frenetico, ma ricco di soddisfazioni, vado a fare un piccolo inventario degli eventi.
Sabato pomeriggio, sistemato prosciutti e salami, sono partito insieme ai miei Amici.
Tutti gli anni, da tanti anni, ci dedichiamo un fine settimana solo per noi, lontano dal resto del mondo, ma eviterò di spiegare il tutto perché lo avevo già fatto qui, quindi, se siete curiosi, andatevelo a rileggere.
Insomma, anche quest’anno abbiamo festeggiato il nostro anniversario.
A decidere toccava a Daniela che, dopo vari ripensamenti, ci ha portato a Torino.

Abbiamo mangiato in due locali deliziosi (grazie ai suoi preziosi suggerimenti), abbiamo ammirato le belle luci per le piazze della città e la mole della Mole, abbiamo bevuto tanto, ho rischiato di prendere due sberle, abbiamo fatto shopping, abbiamo visitato il museo egizio, ci siamo voluti tanto bene.
E nella foga del momento, degli scatti e del troppo alcool, io non ho baciato la Cippo… Rifacciamo? : - (

Siamo tornati alla domenica sera e, alla sosta autogrill, abbiamo scoperto che a Torino Sud c’è un ragazzo disperato che cerca dei camionisti puliti.
Lo voglio aiutare e riporto qui il suo messaggio: “ok camionisti puliti. Bel giovane non mercenario con intimo da donna cerca maschio ben dotato 30-50 anni succhio con ingoio e lo prendo”.

Se siete interessati, chiedete pure a me che vi passo il numero :D

L’inizio settimana invece è stato un incubo.

L’atmosfera natalizia mi ha già abbondantemente saturato i coglioni e, chi ha lavorato con me lunedì mattina, credo abbia imparato tanti nuovi simpatici abbinamenti santo – animale.
Inoltre, al prossimo che mi dice “il presepe è una tradizione che noi italiani sentiamo dentro”, la capanna con tanto di bue, asinello, Giuseppe, Maria e Bambin Gesù gliela faccio nel culo.
Sono andato a cercare la parrucca per domenica e, dopo averla indossata pieno di emozione, ho scoperto di assomigliare in maniera preoccupante a Sylvie Lubamba :(

La cosa più irritante però è stata una discussione con un cliente.
Mi ha iniziato a parlare di quanto è figa non so quale soubrette della domenica e, lamentando il fatto che molte persone non apprezzano le “troiette mezze nude in tv” (così le ha definite), ne ha dedotto che l’Italia si sta riempiendo di froci.
Ha poi amabilmente concluso dicendo che, se fosse per lui, i finocchi li appenderebbe tutti per le palle, sicuro che, in questa maniera, si risolverebbero la maggior parte dei problemi nel nostro paese… ma di questo ne parleremo nella prossima puntata.