Il larvotto non è multitasking!

Me lo aveva già detto una collega tempo fa lamentando il fatto che, noi uomini, abbiamo il cervello limitato e riusciamo a fare una cosa alla volta, mentre le donne sono capaci di organizzare più cose contemporaneamente.
All’epoca l’avevo mandata a cagare (e per farlo non avevo smesso di fare quello che stavo facendo), ma adesso mi tocca ammettere che aveva ragione, almeno per quello che mi riguarda.
Doveva già essere un segnale il fatto che, quando sono in macchina, se devo stare attento alla segnaletica istintivamente abbasso il volume della radio, perché se c’è la musica alta non riesco a concentrarmi.
Doveva essere un altro segnale il fatto che, se faccio un lavoro manuale impegnativo, non riesco a parlare.

Io ho ignorato tutti questi segnali, ed oggi ne ho pagato le conseguenze.

Ero in palestra e mi stavo allenando su quel maledetto tappeto con le sforbiciate.
Stavo andando alla massima velocità, controllavo i passi ed accompagnavo il tutto con la musica del mio iPod.
Dovevo rendermi conto che era già più che sufficiente per la mia mente limitata, ed invece no, ho voluto strafare.
Continuando a sgambettare ho preso la bottiglietta dell’acqua ed ho provato a bere.
Un disastro.
Ho appoggiato il labbro inferiore sul bordo superiore esterno, e mi sono rovesciato l’acqua sul mento.
A quel punto ho fatto uno scatto istintivo ed ho perso il ritmo con i piedi, di conseguenza ho appoggiato il piede destro sulla striscia di tappeto sinistro, e mi sono ritrovato sparato indietro.
Ho quindi afferrato il manubrio per non cadere e, nel farlo, ho strizzato la bottiglietta, schizzando un poco di acqua in testa al ragazzo che stava facendo sollevamento pesi davanti a me.
Ovviamente la scena è stata accompagnata da un mio delizioso urletto strozzato, subito seguito da un rude porcoddio, e si è conclusa con un secco “ma cazzo!” del ragazzo di fronte che, a giudicare dalla faccia, ha speso tutte le sue energie per non tirami un cazzotto sul naso.
A quel punto ho cercato di assumere un’espressione da koala che cerca l’eucalipto ed ho sfoderato un timidissimo “schiusa”.
Mi sono vergognato come un ladro e, dopo aver cercato di capire quanta gente ha seguito la mia disastrosa performance, ho ricominciato a correre.

Da adesso in poi farò una cosa alla volta, senza fretta.
L’esperienza insegna.