Tutto è finito a tarallucci e vino!

Ieri avevo la riunione di condominio. Ne avete mai fatta una voi?
E’ un momento in cui non bisogna fare sconti, bisogna tirare fuori la grinta, diventare cattivi, non sorridere più alla vicina, fare la voce grossa, ma soprattutto non dire mai di sì, perché dietro ad ogni domanda si nasconde un’insidia.
Una vera guerra insomma.
Quella di ieri però, tralasciando gli spargimenti di sangue delle prime 3 ore, ha avuto un finale inaspettato.

Abbiamo cominciato alle 20.30 e, dopo i primi sorrisi di cortesia, abbiamo iniziato subito ad urlare.
I “problemi” erano, ovviamente, le solite questioni di soldi. C’è chi vuole il giardino figo senza pagare il giardiniere, chi vuole le scale pulite ma non le vuole pulire e non vuole pagare una impresa esterna, ed anche chi non vuole che si chiami l’espurgo perché costa tanto però non vuole la puzza di merda dai tombini.
La cosa favolosa è che era sempre la stessa persona a sfrantumare la fonchia.

Qualsiasi cosa veniva fatta tra estenuanti urla, non c’era mai niente che andava bene e tutti eravamo dei cattivoni che ce l’avevano con lei.
Fino a mezzanotte è stato un disastro poi, finalmente, la signora in questione ha deciso di andare a letto perché era stanca, ed ha lasciato il marito a continuare la riunione.

In meno di 5 minuti l’atmosfera è cambiata.

Si è iniziato a parlare in maniera più cordiale, ed allora io ho preso un sacchetto di taralli pugliesi (nessuno aveva cenato) per spezzare i morsi della fame.
A quel punto il vicino, invogliato dal salato, è andato in cantina ed ha preso una bottiglia di vino.
E’ stato l’inizio della fine.

Poco dopo sul tavolo c’era di tutto: olive alla contadina, una torta, formaggio, un salame piccante, pane ed inoltre, tutta una serie di bottiglie di vino di annate diverse.
Tutta roba fatta in casa, buona, anzi, buonissima.
Eravamo una decina di persone e, senza esagerare, un litro a testa di vino è andato.
Come gran finale la vicina polacca ha preso della vodka e, tra risate ed urla, abbiamo approvato in 2 minuti gli ultimi punti della riunione ed abbiamo ricominciato a brindare.
Abbiamo poi iniziato il tour delle cantine, dove ognuno mostrava i tesori nascosti e, tra caciottine, vini, liquori ed altre amenità, abbiamo continuato a fare baldoria fino alle 2 di notte.

Ad un certo punto si è sentito un grido.
Era la voce della vicina nervosina che, con fare da vera megera, richiamava il povero marito che tanto si stava divertendo. Completamente succube è andato subito a casa senza salutare e, credo io, sperando di non essere cazziato per via dello stato pietoso in cui si trovava.

Noi siamo rimasti un attimo in silenzio, quasi a rispettare il delicato momento in cui si trovava il povero Pino e, senza dire niente, ci siamo affacciati tutti sulle scale ed abbiamo iniziato una sorta di coro da stadio: ”Pi-no! Pi-no! Pi-no! Pi-no!”.

Sicuramente la vicina nervosina cercherà di strapparci il fegato per questo.
Abbiamo quindi ricominciato a bere, poi, quando la segretaria dell’amministratore ha iniziato a vomitare, abbiamo capito che potevamo tranquillamente finire la riunione di condomino e, barcollati e ridanciani, siamo andati tutti a letto.

Stamattina mi sono svegliato in condizioni disumane.
Avevo la faccia color verde pallido, la gola secca, gli occhi gonfi, un mal di testa mortale e, soprattutto, una nausea allucinante.
Ho impiegato 3 ore per riuscire a connettere, mi sono sbarbato tagliando il tagliabile, ho il pizzo storto e, pieno di coraggio, ho anche provato a raggiungere una deliziosa combriccola di amici a Bologna.
Purtroppo il senso di nausea ha avuto il sopravvento ed ho preferito tornare a casa dove, finalmente, sono riuscito a svuotarmi.

Un’altra riunione come questa non credo di riuscirla a reggere.

Com’era quel detto ?
Alla sera leoni ed alla mattina coglioni.