Loredana Lecciso, si vive una volta sola?

Finalmente, dopo estenuanti ricerche, spremiture di e-mule e centinaia di sharing, sono venuto in possesso della nuova canzone di Loredana Lecciso Si Vive una Volta Sola! Che culo eh?

Ne avevo già parlato qui, ma devo essere sincero, dopo il primo ascolto mi sono dovuto ricredere su tutto quello che avevo già detto.

Quella che io immaginavo essere una canzone inutile, lagnosa, cantata male e con rime scontate, si è rivelata essere anche peggio.

Se con “Hung up”, Madonna ha campionato gli Abba ammiccando agli anni 70, la Lecciso con “Si vive una volta sola” ha plagiato “Tocalo Tocalo” di Carmen di Pietro ammiccando ad Alba Parietti.

Ma chi è che gli ha curato l’arrangiamento del brano?

Vorrei davvero sapere se qualcuno ha avuto il fegato di far apparire il suo nome su quella produzione.

Se mettevano una tastiera bontempi, con due o tre ritmi già programmati, in mano ad una scimmia, probabilmente il risultato sarebbe stato migliore.

Ma tralasciando per un attimo la banalità della musica, mi soffermerei invece sul canto (?).

L’attacco è esilarante, nonostante sia sorretta da due controcanti, equalizzata e compressa, la voce della Lecciso risulta stonata.

Una imbarazzante sequela di gracchiate che fanno da preludio al tanto atteso ritornello “guardami negli occhi, guardami nel cuore, ogni donna ha il suo dolore”!

Ecco, qua tanto di cappello, il ritornello è davvero azzeccato, l’ultima canzone che mi aveva dato la stessa emozione era stata “Ciuf Ciuf” di Carmen Russo.

Già dopo il primo ascolto, questa insulsa lagnetta ti si conficca nel cervello e non si stacca più.

Fa talmente schifo che non riesci a dimenticarla…

Come dite? Che in realtà quel ritornello è una serie di note classiche trite e ritrite, ed è per questo che risulta di facile assimilazione?

Si, in effetti è vero, potrebbe essere qualsiasi canzone con ritmo latino, quelle frizzanti melodie in pericoloso bilico tra il trash ed il kitsch.

Un poco mi mancavano le “canzoncine da soubrette”.

E’ vero che siamo ancora molto lontani da una “Disco Bambina” che, nonostante fosse una copia di “Best disco in town” dei Ritchie Family, ha preso vita propria superando in celebrità l’originale (in italia ovvio).

Però, se la Lecciso si impegna un pochetto, e con un buon look baraccone, potrebbe anche diventare un classico da discoteca gay.

Insomma, in un tripudio di chitarre flamencate da far impallidire anche Gigi D’Alessio, la nostra Loredana Lecciso riesce a regalarci (a regalarci se non compriamo il disco ovvio), treminutietrenta di magia.

Eh si, magia. Che altro sennò?

Non sa ballare, non sa cantare, non è autrice, non sa presentare, non è bellissima, non ha classe, non è nemmeno davvero bionda, eppure ha fatto un disco… se non è magia questa.

Ci sono stati altri precedenti del genere, ma solo con il tempo scopriremo se la Lecciso, sarà in grado di diventare la Pia Zadora italiana.

Se la trovo come ringtones, la scarico.

🙂

Loredana Lecciso, quando la realtà supera la fantasia

Ragazzi, tenetevi forte, questa è una notizia davvero strepitosa.

Loredana Lecciso, come tutti sanno, si è rivelata una pessima ballerina, una disastrosa moglie, un’improbabile showgirl e via di questo passo.

Ma cos’è che nessuno si sarebbe mai aspettato da una come lei?

Beh, visto che al peggio non c’è mai fine, la ex signora Carrisi ha deciso di seguire la stessa via artistica di Al Bano. A giorni infatti (e qui assumo un tono minaccioso) uscirà il suo primo (e speriamo ultimo) disco.

Il titolo è molto evocativo “Si vive una volta sola”.

Se il titolo fa schifo, ecco di seguito tutto il testo:

Si vive una volta sola

Io sarei una donna azzardata, una madre snaturata,

una showgirl improvvisata, anche un po’ stonata,

gamba alta e voluttuosa e appaio anche odiosa.

Guardami negli occhi, guardami nel cuore,

ogni donna ha il suo dolore, che si porta dentro,

non mostra al mondo e che non confessa mai.

Guarda il tempo come vola,

si vive una volta sola.

Io sarei una strana creatura, quella storia che esplode,

e non dura la tempesta e l’azzurro del mare che ti fa delirare,

sono l’incubo delle tue notti intere

e se ancora non l’hai capita,

io voglio il miele della vita.

Beh… non male eh? Chissà quale sarà la musica che accompagna tutta questa poesia.

Quale altro commento si può aggiungere?

Come poter esprimere tutto ciò che ci hanno evocato queste rime baciate?

Avete suggerimenti?