Una lunga giornata (ed io canto)

Oggi mi sono sparato 11 ore di lavoro.
E’ successo un po’ tutto quello che può succedere in una giornata di merda: dal cliente frantumacazzo, ai noiosissimi errori di altri che tocca a te sistemare, passando per i bambini urlatori, ignorati dai genitori ed abbandonati su di un carrello parcheggiato proprio al mio fianco mentre facevo rifornimento scaffali.

In tutto questo sono riuscito a fare solo 15 minuti di pausa, e li ho fatto con un collega logorroico che, per tutti i quindici minuti della mia sacrosanta pausa, ha parlato di figa.
L’unica variante è stata verso il tredicesimo minuto quando, non so con quale collegamento (mica lo stavo ascoltando, muovevo solo la testa come i gatti giapponesi) mi ha detto che aveva provato a leggere, senza successo, un libro di Schopenhauer.
Il suo commento, da vero esperto di filosofia è stato questo “Te lo dico io, quello là era matto!”.
La cosa incredibile è che io stavo pensando la stessa cosa di lui… ma tu guarda le coincidenze eh?

Sono arrivato a casa stravolto, non ho nemmeno mangiato, l’unica cosa di cui avevo bisogno era un poco di musica.
La mia mano si è mossa verso la collezione di cd e, con movimenti da rabdomante, ha selezionato i Cure.
Ho messo la musica a palla ed ho ballato (ehm… veramente sembravano convulsioni) e ragliato cantato “The Walk”.
Robert Smith era dentro di me, potevo quasi sentire il sapore del rossetto.
Secondo me i vicini hanno creduto stessi evocando il demonio.
La cosa mi ha dato una carica incredibile, adesso una bella doccia e poi a nanna!

Mmmm… Vuoi vedere che anche io, come Schopenhauer, sono matto? 🙂

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