Parrucchino sì, parrucchino no.

L’altro giorno mi hanno fermato gli scagnozzi del signore con i baffi, quello dell’idea meravigliosa.
Ovviamente li ho mandati a cagare subito, ma mentre mi allontanavo, lo ammetto, l’idea del parrucchino l’ho accarezzata.
Poi, ad un secondo esame, ho pensato che i risultati potrebbero essere peggiori della mia crapa pelata, anche perché, diciamoci la verità, chi ha il parrucchino si vede. E tanto.
C’è sempre qualcosa di innaturale, un tono di colore che stona con le sopracciglia, una lucidità sospetta, quelle strane forme nei ricci, oppure le inguardabili onde modello Jacqueline Kennedy dei poveri.
Un disastro.
Ho anche fatto una ricerca online, e quello che ho scoperto mi ha terrorizzato.
Se ho ben capito, ti incollano la parrucca sulla cute con una colla speciale, e tu, non so ogni quanto, devi andare a fare la revisione.

Io penso sempre a scene imbarazzanti, quelle situazioni dove la parrucca si scolla quando non deve. Potrei morirne.

Pensavo tutto questo mentre facevo la doccia, anzi, per la precisione, mentre mi massaggiavo il pizzetto con il balsamo per capelli.
Mi sono sentito ancora più idiota.