Once Were Blogger

Stasera, complice una implacabile gnagna che mi ha colpito, appena arrivato a casa ho piantato il culo sulla sedia e non l’ho più sollevato. Per ore ed ore sono rimasto ipnotizzato davanti al computer, tutto intento a riordinare, o meglio, a cercare di riordinare, il gigantesco casino che regna nel mio hard disk.
Sulle prime ho fatto pulizia nella cartella “fuffappetitosa”, cancellando tutte le foto già pubblicate; poi ho spulciato i video “interessanti” che mi ero salvato e poi, annoiato da tutto questo trashume, ho deciso di mettere mano al mio aggregatore.

Già dopo i primi 10 minuti ho capito di essermi buttato in una cosa da mal di testa ma, visto che avevo cominciato, ho deciso di arrivare fino alla fine.
Centinaia di link da catalogare in cartelle, tutti divisi per argomenti.

Tra le tante c’è, ovviamente, la cartella “Blog”, una cartella dove ho messo tutte le varie pagine che seguo.
Farò anche la cartella “Indispensabili”, per metterci tutti quei blog che mi fanno più ridere/riflettere e che, costi quel che costi, devo assolutamente sbirciare ogni volta che mi è possibile.

Un’altra cartella che ho fatto è “Ex Blog” (direi che il nome è chiaro), una cartella piena di nomi fantasiosi che, una volta finita, si è trasformata in una sorta di cimitero cibernetico.
Ed in questo cimitero, tra i tanti blog arenati in mesi lontani, ce ne sono alcuni dei quali riesco ancora a leggere i vecchi post (non so bene grazie a quale mistero del google reader) nonostante abbiano ormai cancellato completamente ogni profilo.

<Modalità Amarcord on>

Ci sono post pieni di grinta, poesie perdute, ricette appetitose (saranno mica morti dopo l’assaggio eh?), storie esilaranti, storie commoventi e, molto spesso, quella deliziosa voglia di sfogarsi pubblicamente, tutte quelle piccole catarsi emotive sbriciolate sulla tastiera del computer che tanto mi fanno stare bene.

Ma dove sono finiti tutti questi blogger? Dov’è finita tutta quell’energia con la quale si voleva cambiare il mondo?
Si è passato dal “tutti hanno un blog” ad un più algido “tutti sono su facebook” e non mi sembra un buon cambio.
Certo, la sostanza è la stessa. Anche su facebook si pubblicano foto, piccoli pensieri, si linkano video di YouTube e poi, a volte, saltano fuori anche piccole perle che però, purtroppo, sprofondano subito nell’affollata bacheca, scomparendo per sempre sommerse da milioni di fuffa. Intere frasi liquidate da un “mi piace” e poi, come le chiacchiere fatte in una discoteca, urlate e poi subito dimenticate.
Peccato.

I blog a me sembrano più ordinati (ma io sono di parte eh), un piccolo spazio che ognuno cura in maniera personale, dalla grafica fino ai contenuti, e che sono a volte interessanti, ed altre volte si leggono come le riviste dalla parrucchiera, più o meno sovrappensiero.

Alle volte mi chiedo “Ma perché continuo a scrivere in questo blog?”.
Ovviamente la risposta non sono mai riuscito a darmela, quindi continuo con le mie cazzate, ovviamente nella piena consapevolezza che tutto questo non mi porterà da nessuna parte.

La cosa meravigliosa è che, grazie a larvotto, ho conosciuto un sacco di persone da ogni parte del mondo (ci ho pure trovato marito).
Mando quindi un bacetto ai miei vecchi compagni di gioco, a quelli che non ho mai conosciuto, ed anche a quelli che si sono trasformati, da anonimi nick spesso impronunciabili, ad amici indispensabili.

ps
Mamma mia quanto mi mancano quelle belle cene tra blogger 🙂

<Modalità Amarcord off>